Matrimonio ebraico, regole anti contagio

Il dpcm 11 giugno 2020, oltre alle normative per il ricevimento, ha stabilito anche le regole per lo svolgimento delle funzioni religiose, compreso il matrimonio ebraico.

Il rabbino Menachem Lazar, officia al matrimonio ebraico dello chef Marco Del Monte ed Elinor Hanoka alla Grande Sinagoga di Roma, 7 giugno 2020.
Il rabbino Menachem Lazar, officia al matrimonio ebraico dello chef Marco Del Monte ed Elinor Hanoka alla Grande Sinagoga di Roma, 7 giugno 2020.

Nell’ “Allegato 2 Protocollo con le Comunità ebraiche italiane” si legge che tutti i fedeli devono indossare le mascherine e stare a un metro di distanza laterale e frontale dalle altre persone. Ogni edificio di culto dovrà indicare la capienza massima di fedeli distanziati che potrà ospitare, senza superare in ogni caso le 200 persone. “Ogni celebrazione dovrà svolgersi in tempi contenuti. […] Laddove la partecipazione attesa superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle funzioni.” Ove consentito e possibile, le funzioni potranno svolgersi all’aperto, purchè i fedeli si allontanino appena finita la cerimonia. In questo caso il numero massimo di partecipanti è di 1000 unità.

L’accesso e l’uscita dalla Sinagoga dovrà essere regolamentato in modo da evitare assembramenti.

tempio per matrimonio ebraico
foto: Felix Mittermeier

 

“Attenzioni da osservare nelle celebrazioni religiose

  • Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza minima.
  • È consentita la presenza di un solo cantore.
  • Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per almeno un metro.
foto: Blake Campbell

Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti

  • I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o incontro.”

Nell’allegato del dpcm 11 giugno 2020 si legge che per quanto riguarda tutti quei momenti che prevedono una vicinanza fra le persone, sarà dovere del responsabile della Sinagoga stabilire delle alternative che tutelino i fedeli. (punto 1.10 dell’allegato).

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